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Clistere fai da te

Il clistere, anche detto enteroclisma, enema o peretta, è un sistema per la pulizia del colon, utile per stimolare l’evacuazione in caso di stitichezza e comunque per depurare il nostro organismo da tossine e elementi organici di scarto. Questi ultimi si accumulano all’interno di colon e intestino nel corso degli anni e possono causare rallentamenti e occlusioni intestinali che, oltre ad essere fastidiosi, costituiscono un potenziale danno per la nostra salute.
Qui vedremo come preparare un clistere fai da te, analizzando i diversi usi e le diverse sostanze che possono essere utilizzate in base ai nostri scopi.

Tipologie di clistere

Esistono diversi tipi di clistere, a seconda dell’effetto terapeutico che si vuole perseguire; eccone una breve lista:

  • clisteri lassativi: sono a base di acqua tiepida, nella quale possono venire sciolte sostanze purgative come la glicerina, l’olio d’oliva, il sapone o altre sostanze saline. Questi clisteri sono consigliati per risolvere situazioni di stitichezza, per la loro immediata efficacia evacuante;
  • clisteri curativi: sono clisteri a base di soluzioni medicamentose, utili per immettere nell’organismo farmaci ad azione sistemica o locale, ad esempio i corticosteroidi o la mesalazina, usati nel trattamento della proctite ulcerosa. Il loro impiego è utile qualora, per diversi motivi, non fosse possibile assumere farmaci per via orale, ad esempio in caso di nausea o vomito o quando il farmaco rischi di essere assorbito o metabolizzato dall’apparato digestivo;
  • clisteri diagnostici (clisma opaco e a doppio contrasto): sono clisteri a base di solfato di bario e sono utili quando si deve effettuare l’esame radiografico del colon o dell’intestino crasso; il bario infatti è opaco ai raggi X e il suo utilizzo consente di rendere ben visibili le pareti dell’intestino oggetto di esame;
  • idrocolonterapia: si tratta di una pratica molto utilizzata per eliminare le tossine accumulate nel fegato e nell’intestino; si utilizzano erbe officinali, quali ad esempio il caffè o la camomilla, dalle note qualità depurative, decongestionanti e lenitive. L’idrocolonterapia, se praticata periodicamente, consente di migliorare il benessere generale dell’organismo ed è una valida alternativa alla classica terapia farmacologica.

Come effettuare un clistere fai da te

I clisteri di cui abbiamo parlato precedentemente possono essere praticati in ambiente domestico, a patto però di seguire determinate accortezze, affinché tutto si possa svolgere in maniera indolore e senza rischi per la nostra salute.
Innanzitutto la soluzione in cui sciogliere le sostanze deve essere sterile, per evitare il rischio di germi e batteri nel colon. Poi va detto che la soluzione ideale è di 500-1000 ml (e comunque mai sopra i 1500 ml), per scongiurare effetti collaterali quali l’intossicazione da acqua, che può avere conseguenze anche gravi. A tal proposito ricordiamo che in farmacia è possibile acquistare soluzioni per clisteri già pronte e già dosate nel modo più corretto.
Un altro pericolo è legato alla pressione dell’infusione del liquido del clisma, che deve essere adeguata e costante; si consiglia di appendere l’enteroclisma in alto, così da avere la pressione migliore.
È bene poi non superare i 37,5 gradi centigradi come temperatura dell’acqua, onde evitare eventuali irritazioni delle mucose o shock termici dovuti al liquido troppo freddo.

Un kit da clistere deve comprendere una sacca dotata di valvola e piena di liquido, un gancio a cui appendere la sacca e un tubo che partendo dalla sacca permette che il liquido passi in una sonda rettale, collegata all’estremità del tubo.
Si consiglia vivamente di utilizzare strumenti sterili che possono essere acquistati in farmacia e di lubrificare la sonda rettale con vaselina o altri lubrificanti per facilitare l’inserimento anale e renderlo il meno fastidioso possibile.

Istruzioni per l’uso del clistere

Ecco i passaggi da seguire per preparare un clistere fai da te:

  • riempire la sacca con la soluzione adatta allo scopo terapeutico;
  • aprire la valvola della sacca per far defluire l’aria e far uscire una piccola quantità di liquido;
  • lubrificare la sonda rettale;
  • distendersi sul fianco sinistro oppure mettersi carponi sul pavimento;
  • inserire con delicatezza la sonda rettale lubrificata nell’ano;
  • aprire la valvola per far scorrere il liquido nel colon. In questa fase è possibile avvertire lo stimolo dell’evacuazione o provare un leggero fastidio, può essere utile quindi massaggiarsi il ventre con movimenti circolari. Far defluire il contenuto della sacca fino a raggiungere lo stimolo dell’evacuazione;
  • chiudere la valvola ed estrarre la sonda;
  • ora si può liberare il colon;
  • smontare poi l’attrezzatura e disinfettare tutti i pezzi, magari mettendoli in ammollo con bicarbonato di sodio.

Precauzioni

Per avere una corretta depurazione dell’organismo, si consiglia di bere molta acqua e anche infusi di erbe depurative, succhi di frutta e centrifugati di frutta e verdura. È bene poi non andare a dormire troppo tardi la sera e assumere dei fermenti lattici o degli integratori dopo ogni clistere.
Informate comunque il vostro medico in caso di allergie al fosfato di sodio, problemi di disidratazione, malattie renali o epatiche.
Ricordate inoltre che ci sono prodotti che interagiscono con il fosfato di sodio (ingrediente alla base del clistere) e che sono gli ACE inibitori, i diuretici e i FANS; parlate con il vostro medico se li assumete e siete intenzionati a fare un clistere.

Controindicazioni

I clisteri non devono mai essere praticati su bambini al di sotto dei 2 anni d’età e mai in soggetti affetti da infiammazioni (morbo di Crohn e colite ulcerosa), emorragie intestinali, appendicite, peritonite, emorroidi o tumori del colon-retto.
Particolari attenzioni devono essere prestate nel caso di clisteri in donne in stato di gravidanza; la stitichezza in gravidanza è abbastanza comune, ma è meglio adottare altri rimedi per contrastarla, quali una corretta idratazione, una dieta ricca di fibre (frutta e verdure) e l’utilizzo del miele, noto per la sua delicata azione evacuante.